Cultural Miners | Argentiera Garden, LW Sardinia 2015

CULTURAL MINERS | Argentiera Garden | edited for Landwork Sardinia 

Isabella Inti (team leader) | Edwin Akhetuamhen (Nigeria) , Riccardo Bertola (IT), Dimitar Georgiev (Bulgaria), Grant Saita (USA), Greta Spinoni (IT), Laura Ramos (Mexico) | info: lw-015-argentiera-garden-txt-e-colophon | video Argentiera Garten

Extracting | la mappatura degli edifici in abbandono

Washing | la mappatura e tassonomia delle piante ed arbusti autoctoni e alloctoni

Washing | l’ascolto degli abitanti de l’Argentiera, sardi, romani, nuovi fruitori

Manipulating | il giardino dell’Argentiera viene donato ai nuovi colonizzatori di spazi o i mattoni gialli vuoti vengono posizionati di fronte agli edifici in attesa di nuova destinazione d’uso.

CULTURAL MINERS

Isabella Inti (team leader) | Edwin Akhetuamhen (Nigeria) , Riccardo Bertola (IT), Dimitar Georgiev (Bulgaria), Grant Saita (USA), Greta Spinoni (IT), Laura Ramos (Mexico).

Come reinterpretare un paese di 70 abitanti in quasi totale abbandono tramite Landworks Sardinia 015. un evento temporaneo e workshop internazionale di paesaggio?  L’Argentiera, parte del Parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna, nel cuore della Nurra e della Gallura, è stata fino al 1963 un centro sorto a servizio di una miniera per l’estrazione di piombo e zinco e ferro. Oggi tutti gli impianti e gran parte delle abitazioni costruite in un particolare stile con le pietre del luogo, sono in disuso ed in stato di abbandono. Qual è il processo estrattivo di questa miniera?

Il gruppo di studenti e docenti Cultural miners, affascinati dalle lezioni e dai testi del geologo locale Luciano Ottelli, ha adottato un percorso conoscitivo e progettuale in 4 fasi, mimetico al processo estrattivo minerario.

La prima l’”Estrazione delle pietre grezze / Indagine sul campo”, durante la quale il gruppo ha esplorato il paese, le sue abitazioni, i multiformi paesaggi mediterranei sino ai confini comunali, intervistando abitanti, associazioni e tornando nei luoghi per catalogarne gli edifici. Ne è uscita una mappa del sito in 3 categorie: rovine, abbandono, in uso e un catalogo fotografico con 28 schede dedicate ai principali edifici di archeologia industriale: la ex laveria, il pozzo Alda e pozzo Podestà, l’ingresso al miniera Calabronis…La seconda mossa è stata il “Lavaggio delle pietre /Selezione di idee” durante la quale il gruppo ha proposto 3 possibili progetti alla municipalità di Sassari e ad uno dei due grandi proprietari immobiliari: una installazione diffusa con georefenziazione degli immobili, una installazione e preformance per sviluppare un turismo ecosostenibile, l’attivazione di un singolo edificio vuoto ed in buone condizioni manutentive come casa per profughi, sul modello del borgo di Riace. Si è quindi passati alla terza mossa la “Manipolazione/attivazione di un progetto pilota”. Errare e perdersi tra i sentieri del paese, osservare e fotografare gli edifici in abbandono, i piccoli cantieri incompiuti, alcuni edifici incendiati, le piante autoctone e alloctone della macchia mediterranea ha fatto scaturire tra gli studenti diversi racconti, molteplici strumenti di rappresentazione e progetto, che convergevano spontaneamente in un unico obiettivo: mostrare la mappa dell’Argentiera come un giardino in movimento. Abbiamo raccolto e riutilizzato 28 mattoni forati di diversi cantieri, e trapiantato in 16 vasi le essenze della macchia mediterranea come Crassulaceae fam., Anchus crispa; Euphorbia sp., Airsuta sp., Glaciem herba ed altre esogene (ma ormai molto presenti nei piccoli giardini e terrazzi degli abitanti) come l’Agave americana, nativa  del Messico.

Argentiera Garden è un’installazione temporanea allestita nelle ex Laveria dell’Argentiera. Una mappa dell’Argentiera, con sassolini neri che definiscono la linea di costa e la strada principale, 28 mattoni/vasi collocati al posto dei principali siti di archeologia geomineraria, raccontano di un giardino con 16 vasi piantumati e riabitati, altri 12 in attesa di nuovi progetti di riqualificazione. Una seconda azione/performance è stata l’organizzazione di “Argentiera tavola rotonda con abitanti”, attorno ad una mappa di 4 m x 2m del sito. Qui proprietari immobiliari, 30 abitanti di diverse generazioni si sono confrontati e scontrati, rivendicando e proponendo nuovi possibili progetti per il luogo, di grande, media e piccola scala: un parco dalle pendici montane sino al mare con segnaletica e spazi di sosta, ristoro, b&B; la riapertura di una miniera per almeno 200 metri; la necessità di dotare il paese di un market e farmacia stagionali; l’attivazione di un ristorante stagionale di pesce negli ex depositi navali sul fronte mare; il piccolo Salvatore di 10 anni, accompagnato da nonna Rosalia, figlia di un minatore, ha chiesto di poter lavorare in futuro come tour operator dell’Argentiera. E siamo arrivati alla fine di un ciclo estrattivo, “La discarica/ pozzo di idee da riciclare”. Quando discusso, esibito, raccontato è davvero servito? Siamo consapevoli che un’installazione temporanea può far dibattere e provocare e forse altri incontri pubblici di confronto e progettazione partecipata sarebbero davvero auspicabili. L’istallazione in verità è stata poi diffusa nel grande giardino della storia che è oggi l’Argentiera, i vasi e le piante sono stati donati proprio a quei proprietari di immobili che hanno avuto il coraggio di riattivare e reinterpretare quegli spazi come museo, bar, pensione, B&B. Siamo sicuri che nel tempo, sapranno prendersi cura di quei mattoni, di quelle piante, di quei luoghi.

 

 

 

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